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La politica e la superstizione

La vita politica contemporanea si fonda sulla superstizione. Nella trita retorica delle campagne elettorali, ad esempio, c’è sempre un proliferare di parole “importanti” come democrazia, Stato o nazione, che alludono a concetti vaghi, astratti o svuotati di senso. Quelle parole nascondono un castello di illusioni che si nutre delle convinzioni e delle certezze di tanta gente ignara di essere imbrogliata, manipolata e controllata attraverso trucchi e demagogie sofisticati. Eppure cresce ovunque, e in modo considerevole, il numero delle persone che hanno smesso di credere nelle superstizioni dominanti, di attribuire un carattere sacro alle istituzioni e di fidarsi di chi non vuole rispondere del proprio operato. Non si tratta più solo di una crisi di rappresentanza: molta della gente che si ribella fa politica e costruisce democrazia ma ha smesso di guardare in alto per cercare di cambiare la sua vita e il mondo

fonte(articolo di Gustavo Esteva presente su comune-info.net)

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Idee per un territorio su misura dei cittadini

Oggi mi sono imbattuto nella lettura di un articolo fatto dall’associazione Amici del Nidiaci di Firenze.

L’Associazione nasce attorno alla difesa dalla speculazione immobiliare di quello che per novant’anni fu lo spazio (ludoteca e giardino) dei bambini di San Frediano, chiamato comunemente (e a torto, ma è un’altra storia) “il Nidiaci”. Dopo varie manifestazioni, hanno ottenuto la gestione per quattro anni della parte rimasta pubblica di quello spazio, e da lì sono partiti con una serie di iniziative tutte collegate tra di loro.

Riassumo alcune delle iniziative sponsorizzate da questa associazione che possono essere trasferite nei nostri territori. Leggi il resto di questa voce

Il valore del territorio e dei cittadini

noIn questi giorni mi sorge  una rilevante questione: com’ è possibile che dei singoli cittadini, in quanto semplicemente eletti (sindaco, parlamentare, ecc) si intestino la potestà di decidere sul destino di aree a volte vaste e delicate del nostro paese?A chi appartiene la Laguna di Venezia, all’ex sindaco Orsoni, all’ex ministro Galan e ai suoi predecessori o, per caso, agli abitanti di Venezia? Se non altro perché la Laguna, e la stessa città che noi ereditiamo, sono il frutto di un’opera secolare di conservazione, realizzata con ingenti sforzi da innumerevoli generazioni di veneziani. E la Val di Susa – già collegata alla Francia con un ferrovia internazionale, con una autostrada e con altre due strade minori – che si vuole sconvolgere con un tunnel di ben 57 km? A chi appartiene la Val di Susa, al sindaco di Torino, a Prodi a Berlusconi, al ministro Alfano, che l ‘ha messo sotto assedio con una operazione di guerra di posizione? O non per caso alle popolazioni che da secoli l’hanno resa produttiva contribuendo alla ricchezza nazionale, che l’hanno curata e mantenuta per noi e per le generazioni che verranno? E dov’è il superiore fine nazionale che dovrebbe far tacere i diritti locali?E il sottosuolo di Firenze, dov’è in corso una dissennata opera di escavazione per costruire una stazione sotterranea destinata alla TAV? Appartiene all’ex sindaco Renzi o agli attuali ministri in carica? E che dire dei costi, che secondo il parere di esperti come Marco Ponti, sono di almeno 4 volte superiori rispetto a una stazione di superficie ? Senza dir nulla dei pericoli di dissesto che corre la città, patrimonio dell’umanità. Sono affari degli italiani o del ceto politico, alcuni rappresentanti dei quali sono già sotto inchiesta per questi lavori?

Questo potrebbe essere l’ebbrezza del potere che si insinua all’interno dei politici?

Fonte(comune-info.net)

 

I sogni nel cassetto fanno la muffa

muffa sogni nel cassetto

Vorrei una politica che riflette un paese che vuole farcela e fa riflettere sul modo con cui riuscire, e non solo che polemizza. Vorrei che le persone esponessero le loro idee a viso aperto, senza doppi fini e vuote frasi fatte. Vorrei che ci si soffermasse sul come mai si è arrivati a delle decisioni piuttosto che ad altre, ma anche a che conseguenze queste decisioni porteranno. Vorrei che tutti avessero voglia di approfondire, e non solo di leggere un titolo creato solo per colpire allo stomaco. Vorrei che in un periodo così difficile tornasse una volontà di lavorare insieme per qualcosa di buono e di utile. Se adesso tutte queste condizioni mancano, troviamo la voglia di costruirle insieme

(Federico Pizzarotti)