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92 milioni di euro in meno per il 5 per mille

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Rispondendo a un’interrogazione dell’on. Luigi Bobba, il viceministro all’economia Stefano Fassina ha ammesso che nel 2011 i contribuenti hanno versato 488 milioni di euro allo Stato, ma ne sono disponibili circa 395. Dunque, mancano all’appello circa 92 milioni di euro.
Indignata la reazione del mondo del no profit, tramite la testata Vita.it, che denuncia la situazione in un post, di cui riportiamo qui uno stralcio:

“Relativamente all’esercizio finanziario 2011, l’Agenzia delle Entrate fa presente che l’importo totale ottenuto in base alle scelte operate dai contribuenti corrisponde a 487.850.599,97 euro. Capito bene? Quasi 490 milioni!.
Però, però, spiega Fassina, “in data 30 gennaio 2013, il Dipartimento della Ragioneria dello Stato ha comunicato all’Agenzia che le risorse disponibili (ndr è la Ragioneria, non la politica a fare le scelte di bilancio, ricordatevelo) in bilancio sull’apposito capitolo 3094 corrispondevano a 395.012.422 di euro“. Ma scusate perché non 400!?! E l’Agenzia, conclusione, ha agito di conseguenza, prendendo per i fondelli i contribuenti e il non profit e trasformando, di nascosto e in modo omertoso, cioè senza spiegazioni dopo oltre un anno) il 5 per mille, che rimane scritto vergato sui moduli Irpef, in 4 per mille.
Ora. Dopo aver ringraziato l’on. Bobba che ha schiodato con la sua intelligenza e tenacia una risposta che aspettavamo da 13 mesi, si impongono 2 considerazioni. La prima, ma a che serve un Fassina o un Letta o un Lupi se devono nascondersi dietro la Ragioneria Generale dello Stato? Se le politiche di bilancio non derivano più da scelte politiche: toglietevi di mezzo, almeno.
La seconda, i moduli delle dichiarazioni dei redditi sono carta straccia, dicono bugie. #sappiatelo. Noi ci attiveremo per una class action.”

(Fonte cadoinpiedi.it)

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