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REDDITO DI CITTADINANZA

Spero che il PD di Monterotondo sia in linea anche su questa legge, visto che in questo periodo sta appoggiando la proposta di Libera

Fonte(movimento 5 stelle monterotondo)

Il Reddito di Cittadinanza va approvato immediatamente per rendere illegale la povertà e strappare milioni di cittadini dalle grinfie del potere di intermediazione delle mafie e del voto di scambio.
In Italia ci sono 9 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, per questo motivo il M5S vuole far approvare al più presto il Reddito di Cittadinanza” che è presente ovunque in Europa tranne che in Italia, in Grecia e in Ungheria.
Il disegno di legge del Movimento 5 Stelle, ha ricevuto la copertura delle Commissioni Bilancio di Senato e Camera e permetterebbe a 9 milioni di cittadini di raggiungere un reddito di almeno 780 euro netti mensili, 9.360 euro l’anno.

Non si tratta di una misura assistenzialista ma di una vera e propria manovra economica che ridà speranza e dignità alle persone e nuova linfa al sistema economico del Paese.

Il Movimento 5 Stelle ha inserito Don Luigi Ciotti ed i rappresentanti di LIBERA tra le personalità e associazioni da ascoltare in Senato durante la fase di approfondimento della proposta di legge.
LIBERA chiede con forza al Parlamento di approvare quanto prima l’introduzione del reddito di cittadinanza, ecco il link per firmare l’appello: http://www.campagnareddito.eu/

Scarica il volantino sul Reddito di Cittadinanza: http://www.monterotondo5stelle.it/wp-content/uploads/2015/04/REDDITOCITTADINANZA-volantino.pdf

Scarica il Disegno di legge del M5S: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/PROPOSTA%20LEGGE%20REDDITO%20DI%20CITTADINANZA.pdf

Il disgusto

Fra ieri ed oggi non sono riuscito a provare altra emozione se non il disgusto.

Il disgusto verso questa politica marcia, violenta ed ipocrita. Lo devo ammettere:purtroppo da tutti i lati.
Come mai si sta già accendendo tu questo baccano? Perchè si stanno forzando azioni che fino a qualche mese fa non era necessario fare?
Cosa spinge le nostre rappresentanze parlamentari a comportarsi in questo modo?
Non sarà per caso la data del 25 maggio?
Alcuni dei lettori potrebbero chiedersi:cosa accadrà in quel giorno?Sarà la giornata delle elezioni europee e amministrative.
Che brutte scene stanno facendo vedere le persone che dovrebbero rappresentarci…d’altronde il pesce puzza sempre dalla testa…

In questo modo si può fare scacco matto?

“Lo scacco matto è facile, facilissimo: proporre, subito, un governo con nomi autorevoli. Una lista con tanto di Premier e ministri. Settis Premier, Zagrebelsky alla Giustizia, Elena Cattaneo alla Ricerca Scientifica, eccetera. I nomi sceglieteli voi, non mancano. Si contattano i diretti interessati e si propone la lista dei sogni a Pd e Sel. Un governo di scopo, che duri al massimo un anno, faccia due o tre cose (a partire dalla legge elettorale) e poi voto. Ci state o non ci state? Si firma e si parte.Mi si dirà: Sel accetterà, il Pd rifiuterà. Bene, cioè male: non sarà comunque più un problema di M5S. Risulterà chiaro che è il Pd a volere l’inciucio e non il M5S. Proprio come accadde con Rodotà candidato al Quirinale. Se il M5S avesse giocato di rimessa anche per la corsa al Quirinale, oggi non avrebbe il 20.5 (destinato forse a crescere) nei sondaggi. Invece propose un nome. Perse in Aula ma vinse in piazza, perché mise a nudo l’ipocrisia tracotante dei gerarchi piddini.Gli iper-ortodossi, proprio come accadde durante le consultazioni con Napolitano, mi diranno che proporre una cosa sapendo già che verrà bocciata dalla “Casta” significa prendere in giro gli elettori. Mentre loro, invece, sono puri e fighi: “Che senso ha ipotizzare uno scenario se tanto Pd e Napolitano non lo accetteranno mai?”. Ha un senso molto preciso. Significa dimostrarsi anche propositivi e non avere paura di assumersi responsabilità.Proporre il “governo dei sogni” non è prendere in giro gli elettori, casomai dimostrare che sono gli altri (rifiutando) a umiliare continuamente l’elettorato. Volete fare la rivoluzione, come amate ripetere? Bene. La rivoluzione si fa anche così. Non solo prendendo una birra e dicendosi al pub “Oh quanto son stato figo oggi alla Camera” (prassi, beninteso, che comprendo e anzi nel mio piccolo incentivo).Non ignoro che Gianroberto Casaleggio sia qui scettico, non tanto per ideologia quanto per “procedura irregolare”. Lui dice: “Sì, ma chi lo ha scelto Settis? Chi lo ha scelto Zagrebelsky? Travaglio? Flores? Scanzi? Pluto?”.A tale eccezione procedurale potrei rispondere che non è difficile immaginare i nomi preferiti dalla “base” dei 5 Stelle: non ci voleva un genio per prevedere che il nome spendibile al Quirinale sarebbe stato Rodotà. Poiché però Casaleggio è duropurista come pochi, rispondo: d’accordo, fate subito una consultazione come per le Quirinarie.

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“Acqua, così è stato aggirato il Referendum”. L’accusa dei comitati. E in 15mila si autoriducono

comitato-acqua-pubblica

di Matteo Pucciarelli per Repubblica

Cosa resta, due anni dopo, dei 26 milioni di “sì” per l’acqua pubblica? Al di là della vittoria politica e simbolica di un movimento larghissimo (sostenuto dal Pd, passando per sinistra radicale e M5S) l’applicazione pratica è ancora lontana. Il tentativo di sabotarne l’esito partì esattamente due mesi dopo il voto con un decreto legge del governo Berlusconi; si aggiunse il “Salva Italia” del governo Monti, che trasferì all’Autorità per l’Energia e il Gas (Aeeg) le «funzioni di regolazione e di controllo dei servizi idrici».

La quale nel dicembre scorso, molto pragmaticamente, cambiò la voce in bolletta: la “rimunerazione del capitale” pari al 7 per cento del capitale investito che doveva sparire (e in bolletta pesava, anzi pesa, dal 10 al 25 per cento) si è trasformata in “rimborso degli oneri finanziari”. «Il secondo quesito referendario aggirato con un gioco di prestigio, insomma», dice Paolo Carsetti del Forum per l’Acqua Bene Comune. Fortuna vuole che alla fine pochi Ato (7 su 92) abbiano recepito la nuova tariffa, anche perché in autunno il Tar della Lombardia potrebbe bocciare il piano dell’Aeeg. Leggi il resto di questa voce