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Città, ecosistema di beni comuni – parte 1

Le risorse e il mercato

Che la città nasca, si conservi e si sviluppi all’interno di una rete di condizionamenti ambientali è una conquista sorprendentemente recente del pensiero sociale. Solo il progredire, negli ultimi decenni, della cultura ambientalistica e – per il nostro caso – dell’ecologia urbana[1], hanno cominciato a disvelare ciò che a lungo la cultura dominante aveva tenuto nascosto. Vale a dire i vincoli di risorse e le condizioni di habitat entro cui sono sorte e vivono le città. E non a caso le ragioni di un così lungo e perdurante occultamento risiedono nelle condizioni materiali del loro stesso successo, della loro espansione: in primo luogo il mercato. Se noi ci accostiamo alla grande analisi storico-sociologica che si occupa della città e delle sue ragioni fondative, restiamo oggi colpiti dalla centralità con cui il mercato viene assunto quasi a principio generatore dello spazio urbano. Nel suo saggio Die Stadt pubblicato postumo (1921), Max Weber, dopo aver messo in rilievo le condizioni politiche che in genere presiedono alla nascita delle le città antiche o medievali, non ha dubbi sul fatto che, condizione essenziale «perché si possa parlare di “città” è l’esistenza nel luogo dell’insediamento di uno scambio di prodotti – non soltanto occasionale ma regolare – quale elemento essenziale del profitto e della copertura del fabbisogno degli abitanti: l’esistenza di un mercato».[2] Leggi il resto di questa voce

4 novembre, io obietto

“Il Comando Militare Regione Sud, in occasione della Festa di Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, in data 4 novembre p.v., alle ore 9,30 presso Piazza Vittorio Veneto, organizzerà la cerimonia dell’Alzabandiera e Omaggio ai caduti, alla quale sarebbe gradita una vostra partecipazione con un centinaio di alunni delle prime classi”. Questa circolare, come altre (ad esempio le presentazioni a bambini e ragazzi della Forze Armate) gira nelle scuole elementari siciliane, analogamente ad altre in diverse città. In molti e molte però rifiutano la nauseante “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”, tanto cara ai fascisti come al presidente Carlo Azeglio Ciampi. Di seguito, un articolo di un maestro obiettore a Palermo.

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Monterotondo: Convenzione particolari

Ieri in un scambio di mail con un attivista locale del gruppo del moVimento 5 stelle di cui faccio parte, parlavamo di come mai il comune di Monterotondo spendesse 13000€ per  “spese per vigilanza volontari”.

Allora ho cominciato a rovistare nelle delibere del nostro comune è ho trovato questo file interessante: La convenzione fra comune ed ANC Associazione Nazionale Carabinieri. Leggendo il tipo di convenzione stipulata si legge nell’articolo 11

Saranno a carico dell’Associazione le spese per il vestiario, mentre saranno a carico del Comune
le spese per l’assicurazione contro i rischi derivanti dalle attività oggetto della presente
Convenzione;

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I sogni nel cassetto fanno la muffa

muffa sogni nel cassetto

Vorrei una politica che riflette un paese che vuole farcela e fa riflettere sul modo con cui riuscire, e non solo che polemizza. Vorrei che le persone esponessero le loro idee a viso aperto, senza doppi fini e vuote frasi fatte. Vorrei che ci si soffermasse sul come mai si è arrivati a delle decisioni piuttosto che ad altre, ma anche a che conseguenze queste decisioni porteranno. Vorrei che tutti avessero voglia di approfondire, e non solo di leggere un titolo creato solo per colpire allo stomaco. Vorrei che in un periodo così difficile tornasse una volontà di lavorare insieme per qualcosa di buono e di utile. Se adesso tutte queste condizioni mancano, troviamo la voglia di costruirle insieme

(Federico Pizzarotti)