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Il moVimento 5 stelle che vorrei

Cari lettori,

oggi voglio condividere il moVimento 5 stelle che vorrei:

vorrei che a livello nazionale si lavorasse per creare e non solo per investigare(perfetto fino a questo momento, anche se i media sono al 99% contro al nostro operato). Essere maggiormente diplomatici, perché la politica è anche dialogo e non solo critica. Con chi vuole dialogare bisognerebbe dare loro la possibilità di farlo e capire cosa vogliono e capire se si possono fare le cose insieme. Lavorare insieme non significa diventare come gli altri; si può collaborare con altri senza corrompersi, basta dire no, quando non si vuole diventare collusi. Il NO a prescindere non porta da alcuna parte.

A livello regionale mi piacerebbe avere un maggiore contatto, mi sembra che stia avvenendo uno strappo fra la base e i consiglieri regionali…sarà dovuto al poco personale e collaboratori con i quali si sono circondati? Stanno facendo un lavoro enorme davanti all’ostruzionismo che gli altri partiti stanno praticando e mettendo in atto nel consiglio regionale e all’interno delle commissioni.

A livello locale si sta creando un team affiatato di lavoro, si stanno avvicinando decine di cittadini che sono stanchi dell’attuale modo di fare politica sia della giunta che dei consiglieri comunali. Avere un candidato sindaco donna, Ilaria Calabrese, è una svolta per Monterotondo; già questo è un segno di un nuovo modo di fare politica. Stiamo ricevendo sempre diversi avvicinamenti di nuovi cittadini interessati e con una grande voglia di fare e di fare meglio. A me piacerebbe fare una campagna elettorale senza timore, senza avere paura di rischiare…rischiare di errare, di osare. Quando il prossimo anno entreremo nelle istituzioni, faremo conoscere cosa accade nelle commissioni consiliari e le apriremo come delle scatole di tonno, e se saremo al governo di questa città, nulla sarà nascosto al cittadino.

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Dove è il bilancio di previsione comunale?

Oggi volevo osservare che attualmente, dalle risorse che sono riuscito a ritrovare in rete, non esiste ancora il bilancio di previsione 2013 del nostro comune. L’unica cosa che ho trovato è un comunicato stampa del comune del 26 luglio 2013  in cui il nostro sindaco ha proclamato alla comunità che la giunta aveva approvato il bilancio di previsione.

Andando a vedere sul sito del comune nella sezione delibere e determine si possono notare che il 27 luglio è stato approvato in giunta la prima bozza. Altre due bozze sono state approvate dalla giunta, ma in consiglio non è stata ancora presentata.

Cosa comporta la non approvazione da parte del consiglio comunale?

Il bilancio di previsione e i documenti ad esso collegati rappresentano il risultato della programmazione politica, economica e finanziaria del comune. Il bilancio di previsione dovrebbe essere approvato dal consiglio comunale prima dell’inizio dell’anno a cui si riferisce, molto spesso però la sua approvazione viene prorogata dal ministero dell’economia e della finanza (MEF). Nel caso di approvazione ad esercizio già iniziato, il periodo dell’anno scoperto viene gestito in dodicesimi dell’ultimo bilancio approvato, vale a dire che per ogni mensilità è possibile impegnare (cioè spendere) non più di 1/12 delle somme risultanti dal bilancio assestato (ossia il bilancio risultante al 30 novembre, dopo che sono intervenute tutte le variazioni dell’esercizio) relativo all’esercizio precedente per la medesima finalità. Leggi il resto di questa voce

Il comune dei comunicati stampa

ufficioStampa

Il 26 luglio è uscito questo comunicato stampa da parte del comune: teme il Bilancio( Comunicato sul Bilancio )

cito le prime due righe del comunicato:

La Giunta approva il bilancio di previsione 2013 e pluriennale ‘13-’15. Giù le aliquote IMU e l’addizionale Irpef. Potenziati i servizi, investimenti nella manutenzione, nelle infrastrutture e nell’igiene ambientale
La prima considerazione che viene in mente è: wow!Si sono impiegati 8° mesi per averlo approvato in giunta.

Plebliscito o democrazia diretta?

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Mi è arrivata ieri questa mail dai gruppi di Losanna e Ginevra.

La democrazia diretta è il popolo che chiama al voto se’ stesso, o i governanti, su temi decisi dal popolo.
Il Plebiscito e’ il governante che chiama al voto il popolo su temi decisi dal governante.

Cari amici del m5s,
Il votare e’ sempre meglio che il non votare, ma ci pare opportuna ed anzi doverosa la precisazione sulla differenza tra la democrazia diretta ed il plebiscito.

La democrazia diretta moderna (quella che affianca il sistema rappresentativo
eliminando il monopolio del potere legislativo) , è comparsa per la prima volta durante la rivoluzione francese con la costituzione del ’93 (detta “montagnarda”, mai applicata).
Il primo a distorcerla fu Napoleone che, volendo sfruttare il consenso popolare insito nella democrazia, ed essendo pero’ infastidito dalla democrazia stessa inventò il PLEBISCITO: il voto è popolare, ma il “diritto di iniziativa” (vale a dire: la scelta del tema ed il giudizio sula sua opportunità) se lo tiene il “governante”. Leggi il resto di questa voce