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L’isola di plastica del Pacifico

pac

Un viaggio di sette anni per conoscere e combattere l’isola di plastica del Pacifico, la Great Pacific Garbage Patch, scoperta nel 1997 ma nata da oltre quarant’anni. Lo ha intrapreso Angela Sun, surfista, subacquea e amante dell’oceano, che ha trasformato la sua avventura in un documentario: “Plastic Paradise: The Great Pacific Garbage Patch”.

La sua ricerca su quell’isola e sul perché la gente dovrebbe preoccuparsi della plastica, è oggi diventata una pellicola che sta facendo il giro di numerosi festival. Un viaggio illuminante sulle conseguenze della plastica sulla salute e sull’ambiente, soprattutto sulla vita marina.

Di seguito, una presentazione del documentario (in inglese), qui una scheda di greenme.it. In questi link invece notizie e articoli sulla riduzione dei rifiuti alla fonte, sulla raccolta differenziata porta a porta, sul riuso riciclo, ma anche sulla conversione ecologica, sulla critica allo sviluppo e sulle pratiche di decrescita individuali e collettive.

fonte(comune-info)

Risposta su “Le Terrazze” dal ministero

Oggi con grande piacere pubblico la risposta che ha fornito il ministero dell’Interno sulla questione degli immobili confiscati a Monterotondo.

Avevo scritto già tre articoli in merito il:

Questo bel risultato è stato raggiunto grazie ad un mio amico, Angelo Capobianco e dal deputato Zolezzi che si sono interessati a portare aventi questa battaglia all’interno delle istituzioni.

Da quello che si legge nella risposta del ministero

Gli immobili sono abusivamente occupati ed in condizioni di forte degrado, anche strutturale. A seguito, inoltre, delle innumerevoli segnalazioni fatte pervenire alla prefettura di Roma dal sindaco di Monterotondo, la questione è stata più volte discussa in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica. 

Questo è un fattore positivo: il sindaco si è interessato della questione, mentre sui social network si speculava sul contrario.

L’esito di tali accertamenti è stato inviato al Sindaco di Monterotondo il quale, per quanto riguarda lo stabile di via Salaria, ha riferito che in esso non sono presenti nuclei familiari ma che è occupato da appartenenti ad associazioni culturali e sociali.

Siamo sicuri che tutti gli immobili di via Salaria sono occupati da questo tipo di nuclei familiari?

In relazione alla situazione di via Gramsci, invece, la prefettura ha richiesto che, prima dello sgombero, il comune di Monterotondo ponga in essere interventi socio-assistenziali nei confronti dei diversi soggetti in condizione di fragilità sociale presenti tra gli occupanti abusivi. Il Sindaco ha assicurato piena disponibilità in tal senso. 

Per quanto riguarda “Le Terrazze” aspetto aggiornamenti in tal senso. Ora aspettiamo dalle parole ai fatti! Ma stiamo quasi in campagna elettorale, quindi ci saranno sviluppi in merito.

In questa ottica anticipo due post che sto preparando…controllate il “fermento comunale” in alcuni settori molto elettorali. (ne voglio citare due di esempio: Volontariato e Sport)

E’ un esempio di come INSIEME possiamo migliorare la nostra città.

Dobbiamo prenderci per mano e camminare

“Ho sempre amato la parola comune. Da ragazza sognavo di costruire una piccola comune con amic*, compagn*, che condividessero lo stesso desiderio. Non ho mai sentito, nè sento, di appartenere a una nazione, a uno stato; al contrario il comune è una forma di aggregazione che sento a mia misura. Mettere in comune, poi, non è mai privarsi di qualcosa ma sempre un modo per accrescere la propria ricchezza, costruendo rapporti di solidarietà e amicizia. E quando, ad essere messe in comune, non sono cose ma saperi la ricchezza comune diventa immensa. Ricordiamoci che dobbiamo prenderci per mano e camminare. Camminare domandando e condividendo. Perchè solo un cammino comune ci porterà lontano”.

Elena Giuliani

Facciamo il pane insieme

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“A proposito di politica… ci sarebbe qualche coserellina da mangiare?”,

Totò

Questa pagina web ha l’ambizione di diventare una spianatoia. Serve per mettere al centro di Comune-info tre ingredienti: il tema dell’autoprodurre, quello del mangiare (procurarsi e cucinare cibo buono, sano, equo, naturale e di filiera corta, insomma l’agricoltura contadina, ma anche l’atto conviviale del mangiare), il piacere del fare insieme.

Autoprodurre, mangiare, fare insieme sono parte di quel recupero di iniziativa per la trasformazione profonda della società che non si traduce più in richieste al mercato o allo Stato: ovunque gruppi di persone hanno cominciato a creare in modo autonomo e orizzontale le condizioni nelle quali possono imparare, sognare, abitare, mettere e mettersi in comune. La spianatoia raccoglierà poco a poco storie, idee, notizie, esperienze, video, punti di vista, link, conversazioni con chi fa Comune-info. E poi appuntamenti, naturalmente ricette, tutto ciò che può far sì che i tre ingredienti diventino in un pane gustoso da condividere.

Qui dentro autoprodurre un pane di qualità non è pensato come un privilegio per avanguardisti del cambiamento, ma come una possibilità per persone comuni. Cosa serve per iniziare? Farina, acqua, sale, pasta madre (lievito naturale da curare e scambiare), ma, in primo luogo voglia di impastare con le mani, capacità di rallentare, cioè di sottrarre tempo ai consumi e al lavoro, voglia di spezzare il pane insieme agli altri. Come si dice in latino? Cum-panis, compagno.

Se l’autoproduzione è la sorella dell’autogoverno, il fare insieme è il compagno di giochi preferito del mutuo soccorso. Sono gli ingredienti, spesso invisibili ma molto saporiti, che svuotano di senso il pane dell’industria capitalista e le sue avvelenate ricette del profitto. Sono gli aromi di un nuovo mondo che cerca di prendere forma. Sono, al tempo stesso, il mezzo e il fine con cui nutrire gli uomini e le donne in questi tempi di paradossi, grigiore e lente inesurrezioni. Ha scritto Eduardo Galeano: “Il mondo è un grande para­dosso che gira nell’universo. Di que­sto passo, di qui a poco, i pro­prie­tari del pia­neta proi­bi­ranno la fame e la sete, affin­ché non man­chino pane e acqua”.

 

AUTOPRODURRE  –  MANGIARE   –  FARE INSIEME

Se avete qualcosa da proporre e raccontare: info@comune-info.net

Ma tu lo sai fare il pane?

Si moltiplicano i laboratori sull’autoproduzione, a cominciare dal pane: la proposta dell’associazione La Strada di Roma

(Fonte: comune-info.net)