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Ognuno secondo le sue capacità

Tra i Gruppi di acquisto solidale, i loro corrispondenti statunitensi, le Community-Supported Agriculture (Csa), e alcune esperienze di orti urbani nel mondo ci sono realtà che tentano di favorire cittadini a basso reddito in molti modi. Ad esempio, ci sono gruppi che prevedono oltre all’acquisto collettivo di cibo sano presso contadini locali anche la partecipazione alla raccolta di prodotti destinati a mense popolari, altri creano al loro interno un fondo riservato a famiglie più vulnerabili, in altri gruppi le persone con un reddito superiore pagano volontariamente un importo maggiore al prezzo individuato insieme oppure anticipano parte delle spese sostenute dalle piccole aziende agricole. Principi e pratiche di distribuzione della ricchezza e di messa in discussione del lavoro trovano dunque spazio in esperienze di autogestione, tra filiere corte e cibo buono. Per dirla con Marx “da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo le sue necessità.“. Alcuni casi raccontati da una ricerca tra i Csa di Usa, Gran Bretagna, Germania e Ungheria.

csa

Una ricerca sulle preatiche e i merccanismi di solidarietà rivolta a consumatori di basso reddito [1]

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“Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo le sue necessità”
(Marx)

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Quanto si risparmia con i GAS?

È vero che con i gruppi di acquisto si risparmia?  È  conveniente acquistare qualunque prodotto con i GAS o per certe tipologie di alimenti è meglio rifornirsi presso il supermercato? Sono diversi anni che acquisto prodotti tramite uno o più Gruppi di Acquisto Solidale, oggi, in concomitanza con la pubblicazione delle tabelle ISTAT riguardanti gli aumenti dei prezzi dei prodotti di consumo dal 2011 al 2012, vorrei fare il punto della situazione sulla convenienza che si trae nel rifornirsi attraverso queste organizzazioni e confrontare prodotto per prodotto i prezzi medi proposti dai supermercati e dai GAS

COSA SONO I GAS

Gruppi di Acquisto Solidale, o più brevemente GAS, sono associazioni spesso informali e non regolarizzate, di persone, che acquistano prodotti direttamente dai produttori. Non esistono regole precise, modelli di organizzazione o gerarchie particolari, ogni  G.A.S. si organizza secondo le proprie esigenze, acquista i prodotti di cui i membri hanno bisogno e si occupa personalmente della distribuzione.
Solitamente la prerogativa è prediligere prodotti biologici, da contadini e allevatori che rispettano sia l’ecosistema sia gli animali, a chilometro zero e di qualità superiore a quelli che solitamente si possono comprare al supermercato.
Chi aderisce ad un GAS può inizialmente limitarsi a partecipare agli ordini, acquistando ciò che gli serve, in seguito è richiesto di contribuire in qualche modo alla gestione del gruppo, ad esempio occupandosi di ordinare prodotti, ricercando e proponendo produttori che siano in linea con i principi del gruppo stesso.
Questo meccanismo dovrebbe garantire un risparmio di denaro, rispetto all’acquisto di merci secondo le modalità classiche. Leggi il resto di questa voce

Riscaldamento, come risparmiare in 5 mosse

L’inverno è alle porte e la bolletta del riscaldamento si trasformerà presto in un pesante macigno per il bilancio delle famiglie italiane. Oggi, tuttavia, chi vuole risparmiare sulle forniture del gas senza  vivere “all’addiaccio”, ha diversi strumenti a disposizione. Alcuni, come le nuove e più efficienti caldaie a condensazione, richiedono indubbiamente un investimento impegnativo, che però può essere detratto dalle tasse. Ci sono poi altri accorgimenti utili, come la semplice eliminazione degli spifferi nelle finestre, l’installazione di pannelli termoriflettenti dietro ai caloriferi o il confronto online delle tariffe, che possono alleggerire notevolmente la spesa per le utenze domestiche. Ecco, nel dettaglio, qualche consiglio prezioso. Leggi il resto di questa voce

Residente o non residente? Le tasse dell’energia elettrica

Oggi vorrei illustrare e cerca di spiegare, in maniera un pò più approfondita, come viene generato il costo di partenza sulla energia elettrica, in base al buon feedback ricevuto dall’articolo che ho pubblicato qualche giorno fa “Eventuale risparmio con Enel“.

I costi della bolletta dell’energia elettrica dipendono dai propri consumi e dalla propria residenza: il cliente non residente paga più tasse. Le tariffe dell’energia elettrica, fissate ed aggiornate trimestralmente dall’Autorità, si distinguono in tre tipologie.

1. La tariffa D2 è rivolta solo al cliente residente con una potenza contrattuale inferiore/uguale a 3kW. La tariffa D2 è strutturata in sei scaglioni di consumo, ciò significa che il costo del kWh si differenzia per ogni scaglione di consumo. Anche le tasse (le imposte erariali e le addizionali comunali) dipendono dagli scaglioni di consumo: fino a 1800kWh* il loro costo è nullo. Per consumi superiori il loro valore è di 2,329c€/kWh*.

2. La tariffa D3 è rivolta ai cliente residente con una potenza contrattuale superiore a 3kW. Dal 1° gennaio 2009 anche questa tariffa è strutturata in scaglioni e il costo delle tasse è sempre di 2,329c€/kWh* per tutti i consumi.

3. La tariffa D3 è rivolta al cliente non residente (si parla normalmente di seconde case) indipendentemente dalla potenza installata. Il costo delle tasse sarà invece di 2,51c€/kWh* per tutti i consumi.

A tutti i costi, residente o non residente, si applica l’iva del 10%.

* I dati espressi sono del 2009 per conoscere i dati aggiornati al IV trimestre 2013 li potete consultare QUI