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La banca delle terre abbandonate

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di Riccardo Troisi

La Regione Toscana sta per avviare la sperimentazione della prima “banca della terra” in Italia, prevista da una legge regionale. E’ stata infatti approvata dalla giunta la delibera con la proposta di regolamento per l’utilizzazione dei terreni che risultano “abbandonati” oppure “incolti”, per valorizzare il patrimonio agricolo-forestale, di proprietà pubblica e privata, favorendone l’accesso all’utilizzo soprattutto ai giovani agricoltori.

Il regolamento detta la disciplina delle norme tecniche per il censimento dei terreni “abbandonati” o “incolti”, il procedimento per il censimento e per l’inserimento dei terreni nella “banca della terra”, ma anche le procedure per la richiesta di assegnazione e di rimessa a coltura. Grazie a questo regolamento i comuni toscani, potranno verificare la presenza sul proprio territorio di terreni non più utilizzati che potranno tornare ad essere produttivi.

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Le tre rane di fronte la crisi

fonte(comune-info.net)

Pubblichiamo l’introduzione del libro curato dal Tavolo Res (Reti di economia solidale) per «Un’economia nuova: dai Gas alla zeta» (Altreconomia)

La nostra civiltà si trova su di un’isola circondata dall’acqua che inizia lentamente a salire (per il cambio climatico …), con la prospettiva di sommergerla; di fronte a questo scenario di crisi sistemica ed ecologica, da parte degli abitanti dell’isola ci sono tre tipi di comportamento.

1. Il primo è quello di chi cerca di rimuovere la crisi godendosi il sole e l’acqua alle caviglie, pensando che si tratti solamente di un flusso di marea un po’ più alto del solito. Questo atteggiamento richiama “Il principio della Rana Bollita” (del linguista Usa Noam Chomsky, che lo riprende da “Mente e Natura” di Gregory Bateson). “Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita”. Leggi il resto di questa voce

In questo modo si può fare scacco matto?

“Lo scacco matto è facile, facilissimo: proporre, subito, un governo con nomi autorevoli. Una lista con tanto di Premier e ministri. Settis Premier, Zagrebelsky alla Giustizia, Elena Cattaneo alla Ricerca Scientifica, eccetera. I nomi sceglieteli voi, non mancano. Si contattano i diretti interessati e si propone la lista dei sogni a Pd e Sel. Un governo di scopo, che duri al massimo un anno, faccia due o tre cose (a partire dalla legge elettorale) e poi voto. Ci state o non ci state? Si firma e si parte.Mi si dirà: Sel accetterà, il Pd rifiuterà. Bene, cioè male: non sarà comunque più un problema di M5S. Risulterà chiaro che è il Pd a volere l’inciucio e non il M5S. Proprio come accadde con Rodotà candidato al Quirinale. Se il M5S avesse giocato di rimessa anche per la corsa al Quirinale, oggi non avrebbe il 20.5 (destinato forse a crescere) nei sondaggi. Invece propose un nome. Perse in Aula ma vinse in piazza, perché mise a nudo l’ipocrisia tracotante dei gerarchi piddini.Gli iper-ortodossi, proprio come accadde durante le consultazioni con Napolitano, mi diranno che proporre una cosa sapendo già che verrà bocciata dalla “Casta” significa prendere in giro gli elettori. Mentre loro, invece, sono puri e fighi: “Che senso ha ipotizzare uno scenario se tanto Pd e Napolitano non lo accetteranno mai?”. Ha un senso molto preciso. Significa dimostrarsi anche propositivi e non avere paura di assumersi responsabilità.Proporre il “governo dei sogni” non è prendere in giro gli elettori, casomai dimostrare che sono gli altri (rifiutando) a umiliare continuamente l’elettorato. Volete fare la rivoluzione, come amate ripetere? Bene. La rivoluzione si fa anche così. Non solo prendendo una birra e dicendosi al pub “Oh quanto son stato figo oggi alla Camera” (prassi, beninteso, che comprendo e anzi nel mio piccolo incentivo).Non ignoro che Gianroberto Casaleggio sia qui scettico, non tanto per ideologia quanto per “procedura irregolare”. Lui dice: “Sì, ma chi lo ha scelto Settis? Chi lo ha scelto Zagrebelsky? Travaglio? Flores? Scanzi? Pluto?”.A tale eccezione procedurale potrei rispondere che non è difficile immaginare i nomi preferiti dalla “base” dei 5 Stelle: non ci voleva un genio per prevedere che il nome spendibile al Quirinale sarebbe stato Rodotà. Poiché però Casaleggio è duropurista come pochi, rispondo: d’accordo, fate subito una consultazione come per le Quirinarie.

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La Storia della Crisi economica

In questo video viene illustrato come funziona, a grandi linee, il contorto meccanismo statunitense del finanziamento e degli sgravi fiscali. Vengono illustrate alcune direzioni sbagliate che vengono intraprese dai governi per permettere ai vari politici di riuscire a rimanere nella propria posizione di governo.
Quanto di questo è trasportabile in Italia? Molto!
Basti pensare che il popolo può avere la possibilità di cambiare tutto, perchè attraverso la propria forza può invertire la rotta; purtroppo non lo vuole fare e si preferisce essere indifferenti ed astenersi alla nostra politica e far continuare a scegliere ai soliti noti. (altro…)