Archivio mensile:gennaio 2014

Il disgusto

Fra ieri ed oggi non sono riuscito a provare altra emozione se non il disgusto.

Il disgusto verso questa politica marcia, violenta ed ipocrita. Lo devo ammettere:purtroppo da tutti i lati.
Come mai si sta già accendendo tu questo baccano? Perchè si stanno forzando azioni che fino a qualche mese fa non era necessario fare?
Cosa spinge le nostre rappresentanze parlamentari a comportarsi in questo modo?
Non sarà per caso la data del 25 maggio?
Alcuni dei lettori potrebbero chiedersi:cosa accadrà in quel giorno?Sarà la giornata delle elezioni europee e amministrative.
Che brutte scene stanno facendo vedere le persone che dovrebbero rappresentarci…d’altronde il pesce puzza sempre dalla testa…

Abbiamo iniziato a condividere

sharing

Car sharing, carpooling, bike sharing, file sharing. Ma anche crowdfunding, cohousing, coworking, opensource. In due parole ‘sharing economy’, o economia collaborativa, quella che punta tutto sulla possibilità di usufruire di beni e servizi in condivisione. Un fenomeno in crescita e che oggi riguarda diversi settori che sarà al centro della manifestazione europea “Oui Share Fest 2014″, a Parigi dal 5 al 7 maggio. La prima edizione di “Oui Share Fest” ha attirato 700 operatori professionali e 3.500 partecipanti da 24 Paesi nelle prime due giornate di lavori, più oltre 3.000 visitatori nella terza, aperta al pubblico.

Ma qual è lo stato dell’arte della sharing economy in Italia? Secondo un’indagine Duepuntozero Doxa del 2013, il 59 per cento dei 1.500 italiani intervistati conosce almeno per sentito dire i servizi di ‘sharing’ e il 13 per cento ne ha provato almeno uno. Tra quelli più noti, car sharing e alloggio condiviso seguiti da scambio e baratto, scambio di informazioni e idee, raccolta fondi, pratiche sportive e prestazioni professionali. L’indagine ha anche tracciato l’identikit del fruitore di servizi condivisi: uomo, tra i 18 e i 34 anni, laureato, residente in un grande centro abitato soprattutto in Lombardia. Leggi il resto di questa voce

Quanto si risparmia con i GAS?

È vero che con i gruppi di acquisto si risparmia?  È  conveniente acquistare qualunque prodotto con i GAS o per certe tipologie di alimenti è meglio rifornirsi presso il supermercato? Sono diversi anni che acquisto prodotti tramite uno o più Gruppi di Acquisto Solidale, oggi, in concomitanza con la pubblicazione delle tabelle ISTAT riguardanti gli aumenti dei prezzi dei prodotti di consumo dal 2011 al 2012, vorrei fare il punto della situazione sulla convenienza che si trae nel rifornirsi attraverso queste organizzazioni e confrontare prodotto per prodotto i prezzi medi proposti dai supermercati e dai GAS

COSA SONO I GAS

Gruppi di Acquisto Solidale, o più brevemente GAS, sono associazioni spesso informali e non regolarizzate, di persone, che acquistano prodotti direttamente dai produttori. Non esistono regole precise, modelli di organizzazione o gerarchie particolari, ogni  G.A.S. si organizza secondo le proprie esigenze, acquista i prodotti di cui i membri hanno bisogno e si occupa personalmente della distribuzione.
Solitamente la prerogativa è prediligere prodotti biologici, da contadini e allevatori che rispettano sia l’ecosistema sia gli animali, a chilometro zero e di qualità superiore a quelli che solitamente si possono comprare al supermercato.
Chi aderisce ad un GAS può inizialmente limitarsi a partecipare agli ordini, acquistando ciò che gli serve, in seguito è richiesto di contribuire in qualche modo alla gestione del gruppo, ad esempio occupandosi di ordinare prodotti, ricercando e proponendo produttori che siano in linea con i principi del gruppo stesso.
Questo meccanismo dovrebbe garantire un risparmio di denaro, rispetto all’acquisto di merci secondo le modalità classiche. Leggi il resto di questa voce

Luca Parmitano. Lettera alle figlie

A Sara e Maria
“Il mondo è incredibilmente bello. Forse l’avevo dimenticato, ma l’ho visto da lontano e adesso ne ho le prove. Però anche da vicino può essere meraviglioso se guardato con gli occhi giusti: occhi come i vostri, che osservano col dono della curiosità, illuminata dalla luce della meraviglia. Occhi che credono ancora all’incanto e non se ne vergognano, che comprendono senza bisogno di spiegazioni. Leggi il resto di questa voce