Il nuovo Decalogo di Robin Hood – parte 3

4. Crea la tua energia o, almeno, liberati dall’oligopolio

Le banche sono sicuramente potenti, però ancor di pìù lo sono le poche compagnie energetiche che forniscno luce elettrica alle case o la benzina alle auto: Eni, Erg, Api beneficiano di una delle fatture più alte d’Europa e, come remunerazione per il servizio prestato, contrattano come consulenti ex cariche politiche.

Di fronte all’inarrestabile progresso dell’auto-generazione, l’oligopolio che ha denunciato Jordi Évole, si difende facendo lobby, cercando di ottenere l’impensabile: privatizzare il sole. Nonostante i duri colpi assestati alle rinnovabili, proliferano cooperative e piccole imprese che producono e commercializzano elettricità a energia solare ed eolica. Però attenzione, non c’è da attendersi un gran risparmio sulla bolletta (vedi un compratore di tariffe), perche le disposizioni sono assai rigide: “Questa falsa liberalizzazione del settore presuppone che se si cambia compagnia, non importa quale sia, non si possono risparmiare più di 10-20 euro l’anno”, sottolinea Som Energia.

Albert Cañigueral, fondatore di Consumo Colaborativo, confida nella capacità di resistenza delle reti energetiche. “Attualmente l’ostacolo principale è il prezzo dei panelli solari – spiega – che però è in continua diminuzione, mentre stanno sorgendo sempre più iniziative come la Energia dal Codice Aperto”, un tentativo di diffondere il DIY (Do It Yourself) per l’autogenerazione energetica, l’equivalente del Linux per il software.

5. Non comprare prodotti pubblicizzati dalle star

robin2Si potrebe essere ancor più radicali e suggerire, come fa Michael Pollan, di “non comprare nulla che sia pubblicizzato” (si riferisce agli alimenti), però siccome questa pubblicazione (e chi scrive) vive della pubblicità, non ci tireremo la zappa sui piedi.

Però, quando qualche personaggio noto publicizza un prodotto in Tv, potete star sicuri che una parte del prezzo che pagate dal vostro (esiguo) portafoglio sarà trasferito al (copioso) conto corrente della star in questione. Poche volte risulta così evidente il passaggio di risorse da un povero a un ricco.

Un esempio pratico: quanto guadagni al mese? 1000 euro? È quello che guadagna Cristiano Ronaldo in mezz’ora. E senza nemmeno dover indossare i pantaloncini, soltanto guardandosi allo specchio (che immaginiamo immenso) in casa ogni mattina. E questo solo limitandoci a parlare del suo stipendio da giocatore del Real Madrid: caramelle, comparato con gli introiti per la pubblicità ad Armani, Nike o Herbalife…

Un dato: la stella del Real Madrid del 1980, Laurie Cunningahn, riceveva l’equivalente di 55 salari minimi dell’epoca. Ronaldo guadagna 17 milioni di euro a stagione, circa 2.207 salari minimi spagnoli. Il potere d’acquisto relativo di un giocatore di calcio si è moltiplicato per 40 in trent’anni. Se questo non si può definire come aprire un abisso tra ricchi e poveri, che venga Stilike e lo veda lui stesso.

Il governo civile, mentre venga istituito per garantire la sicurezza della propietà, è in realtà istituito per difendere i ricchi dai poveri o quelli che possiedono delle propietà contro coloro che non hanno nulla (Adam Smith).

Dopo l’eccellente ricezione della prima parte dell’articolo, desideriamo incorporare alcune idee ricevute tramite commenti, tanto in Yorokobu quanto in Menéame. Però, primaditutto mi piacerebbe mettere in chiaro una cosa: l’obiettivo di questo decalogo non è dare idee per risparmiare sugli acquisti e le spese, come qualcuno potrebbe concludere. Di fatto, una delle questioni da denunciare è proprio l’assunzione, da parte dei cittadini, del ruolo di homo economicus e della sua (corrispondente) patologia: comportarsi come se il prezzo fosse l’unico criterio determinante al momento di acquistare un prodotto.

Essere coscienti delle conseguenze delle proprie azioni (compreso il consumo) non si ottiene a buon prezzo. Di fatto, in varie occasioni, risulta più caro, come ben sapranno i consumatori di verdura bio e prodotti del commercio equo. Comprare nel negozio di quartiere o produrre energia propria – due suggerimenti della prima parte – risulta normalmente più costosi. Però, e insistiamo, l’obiettivo non è risparmiare, bensì cercare di rompere la barriera di privilegi eretta dalla classe privilegiata. Senza alcun dubbio comprare su Amazon è molto più conveniente che farlo in una marca X italiana, però nel primo caso i soldi vanno a ingrossare il già ricco conto di Jeff Bezos invece di dare lavoro al figlio di chi lavora nella marca X, che, presto o tardi, spenderà il suo stipendio nel vostro studio di decorazioni.

Proseguiremo nei prossimi giorni con gli ultimi cinque punti del Decalogo Robin Hood…

fonte (comune-info.net)

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Pubblicato il 18 dicembre 2013, in Politica eretina, Politica nazionale, Politica Regionale, Riflessioni con tag , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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